Un passo indietro

Si dice che “nella vita non si torna indietro neanche per prendere la rincorsa” e, a volte, fare un passo indietro viene associato al tornare indietro.

Vero è che il tempo passato non torna.

E’ anche vero che per osservare le cose da un’altra prospettiva può essere utile fare un passo indietro.Perché fare un passo indietro può permettere di allargare la propria visione delle cose e vedere ciò che prima non si vedeva. E’ una questione di prospettiva. A volte, più vicini si è meno si vede.

A volte, essere vicini permette di vedere meglio i dettagli.
I dettagli fanno parte della visione dell’insieme e il dettaglio può far perdere la visione dell’insieme.
E’ un po’ come ammirare un quadro.
Da molto vicino si vedono bene i particolari, le pennellate, le sovrapposizioni di colori.
Facendo un passo indietro si vede l’armonia dell’insieme.
E facendo ancora un passo indietro si può scorgere un altro quadro alla nostra sinistra e un altro quadro alla nostra destra, collocati all’interno della stessa mostra allestita in una galleria.
E ci si può accorgere che il quadro che si stava ammirando non è il più bello e desiderato e che c’è altro.
Fare un passo indietro non sempre vuol dire arretrare. Può significare guardare le cose da un’altra prospettiva, accorgendosi che c’è altro e questo altro è maggiormente desiderabile.
Allo stesso tempo, fare più passi indietro del dovuto può voler dire vedere sfocato e perdere di vista non solo i dettagli ma anche gli elementi veramente salienti della questione.
E’ una questione di “giusta misura”.
E’ l’essere dentro alle cose senza perdere di vista l’insieme perdendosi nei particolari.
E’ l’essere abbastanza fuori da vedere l’insieme e gli elementi essenziali che lo compongono.
Un passo indietro è porsi nella prospettiva più corretta per vedere le cose di cui si ha bisogno e che si desiderano. Ricordando che ci si può accorgere che esiste ben altro da osservare e su cui vale la pena porre l’attenzione. E rammentando, nello stesso tempo, il piacere e il conforto che si può provare nel perdersi in qualche comodo particolare.
Allora come si fa a trovare la giusta misura?
Non so se c’è la giusta misura.
Quello che si può fare e copiare il movimento di chi si trova all’interno di una mostra.
Si osserva l’insieme. Ci si avvicina per vedere i particolari. Si fa uno o due passi indietro per avere una visione globale. Ci si sposta un po’ a sinistra e poi un po’ a destra.
Ammirare un quadro vuol dire avere la capacità di guardarlo da diversi punti di osservazione.

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