Un libro, un bruco e una farfalla

E’ passato ormai un anno dalla pubblicazione del mio libro, La foresta delle illusioni ed è stato, per molti versi, un anno di scoperte.

Ogni scoperta ha portato con sé un forte senso di meraviglia.

Ci sono aspetti dei libri di cui ho sentito parlare e che non conoscevo veramente.

Piergiorgio Reggio lo chiamerebbe quarto sapere: quel sapere che deriva dall’esperienza realmente vissuta e che, solo come tale, può essere compresa fino in fondo. Perché un conto è pensare a cosa ne sarà del proprio libro, un altro è vivere ciò che succede.

Si scopre, ad esempio, che le parole colpiscono in modo diverso. Hanno un effetto su chi scrive e un altro su chi legge. Alcuni passaggi (gli stessi) risuonano a molte persone in modo diverso, altri passano sotto traccia.

Si scopre che si scrivono alcune parole con un significato e che il lettore dà, a quelle stesse parole, un’interpretazione diversa.

C’è un passaggio del mio libro che mi colpisce particolarmente e non perché l’ho scritto io. Mi colpisce perché la maggior parte dei lettori me lo ricorda e sembra essere, ad ogni presentazione, una costante da leggere.

E’ Il bruco e la farfalla. 

– Su un ramo di un albero Taras scorse un bozzolo.
Era bianco, cangiante e formato da fili fitti e finissimi. Oscillava sul ramo, a cui era legato con un unico filo sottile e lucente, colpito dalla luce di un raggio di sole.
Improvvisamente, il bozzolo si schiuse e spuntarono le ali colorate di una farfalla che si lanciò tremante nel suo primo volo.
“Vedi: un bruco e una farfalla” disse Mago “Niente in comune, almeno all’apparenza. Invece l’uno diventa l’altra. Quando il primo rompe il bozzolo, la seconda è pronta a distendere le sue magnifiche ali e a volare.
Questo è ciò che avviene quando l’allievo diventa maestro. Se la trasformazione è completa, il maestro è pronto a volare.
A volte, però, il bozzolo viene rotto prematuramente. La farfalla non ha completato la sua trasformazione.
Fai attenzione, Cavaliere, a chi non ha mutato natura in modo completo. L’aspetto è di farfalla, il cuore e la mente sono di bruco. Essi pretenderanno il posto da maestro senza averne titolo e, visto che la loro forma è di farfalla, sarà difficile scoprirne la sostanza di bruco.”

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