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Visione

I. La nebbia

C’era una volta Becco Giallo.
Passava gran parte del suo tempo appisolato da qualche parte nello studio del Direttore di 78PAGINE.
Di tanto in tanto usciva dal suo nascondiglio per fare bella mostra di sé.
Cinguettava qualcosa, svolazzando qua e là.
Si appoggiava a una pila di libri, sopra la scrivania, sullo schienale di una sedia e ovunque le sue zampe trovassero un appoggio.
Un nebbioso mattino d’inverno, Becco Giallo si appoggiò sopra la scrivania del Direttore cinguettando qualcosa.
Il Direttore girò la testa verso Becco Giallo.
“Cosa vedi più in là?” cinguettò.
“Più in là dove?”
“Più in là … là” cinguettò svolazzando verso la finestra.
“Nebbia”
“No. Più in là. Oltre la nebbia cosa c’è?” cinguettò Becco Giallo.
“Altra nebbia …”
“Cosa c’è oltre quello che vedi?” continuò Becco Giallo, muovendo la coda.
“Non c’è niente oltre quello che non vedo …”
“Ti sbagli!”
“Mi sbaglio? Dammi la risposta, se c’è …”
“Oltre quello che vedi esistere c’è la visione. È semplice.”
“… quasi lineare … e com’è questa visione?”
“Non lo so. Ti ho detto che c’è e dov’è. Tocca a te trovarla … se ci riesci” cinguettò scomparendo in qualche nascondiglio.

 

II. L’orchidea

“Buongiorno” cinguettò un mattino uggioso Becco Giallo, svolazzando sopra la testa del Direttore di 78PAGINE.

“Guarda chi si rivede! Hai fame?”

“No. Ho abbastanza cibo in questa stanza. La stessa cosa non vale per l’orchidea. Mi sembra un po’ sfiorita”.

“Rifiorirà. Le foglie sono belle verdi …”

“Vedi che rifiorirà?” cinguettò Becco Giallo.

Il Direttore si alzò dalla sedia. Andò verso l’orchidea per guardarla più da vicino. “Non mi sembra abbia intenzione di rifiorire. Non vedo …”

“… tu ora non vedi. Ma cosa c’è più in là del là”.

“Cosa c’è più in là del là? DO RE MI FA SOL LA … il SI! Cosa c’è più in là del là cosa vuol dire? Ho delle cose da fare io!”

“Come tutti a questo mondo …”

“… tranne quelli con il becco giallo”.

“La visione dov’è? L’hai trovata?” cinguettò avvicinandosi alla finestra Becco Giallo, non curante del tono stizzito con cui aveva risposto il Direttore.

“Non l’ho cercata! Si sarà nascosta da qualche parte …”

“Se si è nascosta vuol dire che da qualche parte c’è. E’ una cosa importante questa! Non si riesce a trovare quello che non c’è, anche se cerchi più in là del là …”

 

III. Il più in là del là

C’era una volta il Più in là del là.

Era un luogo sconosciuto ai più. Molti ne parlavano, tanti altri ne discutevano. C’erano scuole dedicate al Più in là del là, luoghi di pensiero e luoghi comuni.

Alcuni raccontavano di aver raggiunto il Più in là del là e lo descrivevano con parole che sembravano non essere comprese da altri.

La maggior parte delle persone che ascoltava quelle parole annuiva e sembrava affascinato dal racconto. Poi la magia della narrazione svaniva e tutto procedeva come se nulla fosse stato detto e udito.

“Leggo un certo cinismo in quello che scrivi” disse Becco Giallo, appoggiando le sue zampe sulla scrivania.

“Sto scrivendo una storia.”

“E’ una storia vera?” chiese Becco Giallo.

“Hai mai visitato il Più in là del là?”

“Sono sempre chiuso in questa stanza.”

“Non credo che serva muoversi per recarsi a Più in là del là. Basta guardare oltre e immaginare cosa ci può essere più in là del là e il gioco è fatto. Non si dice così?”

“C’è del cinismo nel tono che usi …”

“Più in là del là è un luogo della mente, che solo alcuni riescono a raggiungere e pochi a comprendere.”

“L’hai visitato Più in là del là?”

“Sono il Direttore di 78PAGINE. Sono in questa stanza come te, Becco Giallo. Credo che qualcuno ne scriverà. Sei pronto a leggere insieme a me?”

 

 

*i testi sono tre brevi racconti sulla Visione, scritti per la newsletter della rivista professionale, trimestrale, tematica 78PAGINE

 

Si dice che … a fine d’anno si tirano le somme.

Articolo scritto per Il Sestante News 

Rubrica a cura di Alessandra Marconato, Direttore Responsabile di 78PAGINE.


“Ho quarant’anni e sto tirando le somme.”

“Come sta andando?”

“Non lo so. È da qualche mese che sto tirando le somme e devo ancora arrivare al totale”.

“Lo farai il totale?”

“Non lo so”.

Accade di fare conversazioni come questa, discorsi seri collocati in situazioni non sempre formali. Magari si sta chiacchierando in un pomeriggio uggioso, davanti a una tisana e, tra un biscotto e l’altro, si sente una nota diversa (stonata?).

Ci sono delle occasioni che spingono, per un qualche motivo, a fare il punto: compleanni, ricorrenze e i fine d’anno …

Si dice che … la vita è una fregatura

Articolo scritto per Il Sestante News 

Rubrica a cura di Alessandra Marconato, Direttore Responsabile di 78PAGINE.


L’ho letto poco fa.

“C’è poco da fare: la vita è una fregatura”.

Ho cercato il significato del termine fregatura e per la Treccani è imbroglio, inganno, contrattempo dannoso, delusione.

Dov’è l’imbroglio?

Chi inganna? Di chi è l’inganno?

Cosa e quali sono i contrattempi dannosi?

Quali sono le delusioni?

Non ho le risposte e, guardando i regali che dovrò incartare, forse non sono domande da periodo natalizio … sono, comunque, i quesiti che qualcuno ogni tanto si pone. Sono le domande sul senso della vita, a cui si risponde con quello che si sa e con quello che si crede (che non sono esattamente la stessa cosa).

Una risposta possibile è la vita è una fregatura.

Può essere … oppure no.

Tirare i remi i barca (ovvero prendere fiato e osservare)

C’è un tema che mi sta a cuore e di cui parlo spesso: il grit. Il grit è tradotto in italiano con grinta. La parola non rende però a pieno, a mio avviso,  il significato più profondo di grit. Perché è un insieme di più elementi: resistenza, passione, perseveranza, persistenza e resilienza. Il grit è ciò che permette di raggiungere obiettivi a lungo termine.

Il gri è tenere il timone a dritta e andare avanti, nonostante le difficoltà che si possono incontrare. Il grit segna la strada che si sta percorrendo attraverso piccoli e fitti passi.

E’ come dire “non mollare mai”.

E le persone “mollano”.

Un passo indietro

Si dice che “nella vita non si torna indietro neanche per prendere la rincorsa” e, a volte, fare un passo indietro viene associato al tornare indietro.

Vero è che il tempo passato non torna.

E’ anche vero che per osservare le cose da un’altra prospettiva può essere utile fare un passo indietro.Perché fare un passo indietro può permettere di allargare la propria visione delle cose e vedere ciò che prima non si vedeva. E’ una questione di prospettiva. A volte, più vicini si è meno si vede.

Staccare il naso dalla lavagna (ovvero cercare la visione d’insieme)

blackboard-209152Conosco una persona che usa spesso questa espressione “non bisogna stare con il naso attaccato alla lavagna. Bisogna fare uno o due passi indietro in modo da vedere l’intera lavagna”. Espressione che, in alcuni momenti, ho sentito trasformarsi in “non bisogna guardare la singola riga del foglio di calcolo. Bisogna guardare l’intero file. Se ci si concentra sulla singola riga si perdono la maggior parte dei dati”.
Credo sia accaduto a tutti di incontrare delle persone e di essere colpiti da alcuni loro modi di dire. Magari queste espressioni non diventano le “proprie espressioni” ma “risuonano” nella testa.