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Il carro del vincitore (ovvero le tendenze umane nel lavoro di squadra)

Ogni tanto Facebook “dona” perle di saggezza. Si tratta di quelle frasi che sono scritte da chi, magari, non conosce teorie e modelli e che possiede la “scuola dell’esperienza”. Una scuola che determina un agire di buon senso e fa comprendere le questioni da un punto di vista molto pratico e che si concretizza con affermazioni di grande lucidità. La “scuola dell’esperienza”, magari, non determina sempre comportamenti funzionali ed efficaci.  Anche se può dare una visione nitida del sentire e del vedere delle persone in merito ad un argomento.
Di gruppi e di team se ne parla tanto (forse fin troppo). Di leadership se ne parla ancora di più.

Un passo indietro

Si dice che “nella vita non si torna indietro neanche per prendere la rincorsa” e, a volte, fare un passo indietro viene associato al tornare indietro.

Vero è che il tempo passato non torna.

E’ anche vero che per osservare le cose da un’altra prospettiva può essere utile fare un passo indietro.Perché fare un passo indietro può permettere di allargare la propria visione delle cose e vedere ciò che prima non si vedeva. E’ una questione di prospettiva. A volte, più vicini si è meno si vede.

Due pesi e due misure (ovvero il genere nella percezione delle competenze comportamentali)

stools-690339C’è una cosa che negli anni continua a stupirmi ed è come la stessa competenza, agita nel medesimo modo, sia giudicata in modo anche diametralmente opposto in base al genere di appartenenza del suo attore. Il mio stupore non ha (ancora) la connotazione di biasimo. Il mio stupore si delinea soprattutto come meraviglia e curiosità per il fenomeno. Scrivo soprattutto e non sempre perché esistono anche quelle situazioni in cui avverto un senso di ingiustizia e mancanza di riconoscimento, per chi agisce la competenza, che provocano in me un qualche senso di rabbia. Esistono un’enormità di stereotipi che condizionano percorsi di carriera e la stessa vita delle persone.

Leadership e potere

cat-564202Ci sono molte “definizioni” di leadership. Molti studiosi ne parlano e molti sono i punti di vista. Peter Drucker scrive che leader è qualcuno che ha dei follower. Il Ragazzini, dizionario inglese/italiano, traduce leadership come “comando, direzione, guida; oppure come primo posto, primato, supremazia; infine, come capacità di dirigere, attitudine al comando” e follower come “seguace, discepolo, compagno; oppure persona del seguito, servitore; o ancora, innamorato, spasimante; infine nello sport follower è il sostenitore, il tifoso”. Mi piace la definizione di Drucker … il leader ha dei foller … se non hai chi ti segue, che leader sei?

“Prima di un capo c’è un uomo”

schneider-1149346Ho chiesto ad una persona “Che capo voi essere?” e la risposta è stata per me ricca di spunti. Così ho deciso di scrivere questo articolo dove riporto tra virgolette alcune frasi che mi sono state dette.

Il capo deve avere un “giusto equilibrio tra autorità e autorevolezza”. “L’autorità è legata al ruolo” ed è funzionale in situazioni in cui, ad esempio, bisogna prendere una decisione in tempi molto stretti. “L’autorevolezza è la capacità di guidare” gli altri e di indicare” loro la direzione.