desiderio Posts

Si dice che … a fine d’anno si tirano le somme.

Articolo scritto per Il Sestante News 

Rubrica a cura di Alessandra Marconato, Direttore Responsabile di 78PAGINE.


“Ho quarant’anni e sto tirando le somme.”

“Come sta andando?”

“Non lo so. È da qualche mese che sto tirando le somme e devo ancora arrivare al totale”.

“Lo farai il totale?”

“Non lo so”.

Accade di fare conversazioni come questa, discorsi seri collocati in situazioni non sempre formali. Magari si sta chiacchierando in un pomeriggio uggioso, davanti a una tisana e, tra un biscotto e l’altro, si sente una nota diversa (stonata?).

Ci sono delle occasioni che spingono, per un qualche motivo, a fare il punto: compleanni, ricorrenze e i fine d’anno …

Si dice che … la vita è una fregatura

Articolo scritto per Il Sestante News 

Rubrica a cura di Alessandra Marconato, Direttore Responsabile di 78PAGINE.


L’ho letto poco fa.

“C’è poco da fare: la vita è una fregatura”.

Ho cercato il significato del termine fregatura e per la Treccani è imbroglio, inganno, contrattempo dannoso, delusione.

Dov’è l’imbroglio?

Chi inganna? Di chi è l’inganno?

Cosa e quali sono i contrattempi dannosi?

Quali sono le delusioni?

Non ho le risposte e, guardando i regali che dovrò incartare, forse non sono domande da periodo natalizio … sono, comunque, i quesiti che qualcuno ogni tanto si pone. Sono le domande sul senso della vita, a cui si risponde con quello che si sa e con quello che si crede (che non sono esattamente la stessa cosa).

Una risposta possibile è la vita è una fregatura.

Può essere … oppure no.

Si dice che … l’erba del vicino è sempre più verde

Articolo scritto per Il Sestante News 

Rubrica a cura di Alessandra Marconato, Direttore Responsabile di 78PAGINE.


Ho letto, da qualche parte, questa frase che mi ha fatto sorridere: “L’erba del vicino è sempre più verde, fino a quando non scopri che è sintetica”.

E’ un modo per vedere un vecchio proverbio da un altro punto di vista.

Si sa che i proverbi tendono ad avere del vero. Non sempre corrispondono a verità assoluta.

L’invidia è ciò che ci fa vedere l’erba del vicino più verde.

L’invidia è una delle emozioni umane più rifiutate. Si sperimenta quando un altro ha qualcosa che noi vorremmo: posizione sociale, qualità personali, cose o altro ancora. Non c’è qualcosa in particolare che genera invidia. Per provare questa emozione basta desiderare qualcosa che qualcun altro ha e che non è in nostro possesso o nelle nostre possibilità attuali.

Si dice che … … l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re.

Articolo scritto per Il Sestante News 

Rubrica a cura di Alessandra Marconato, Direttore Responsabile di 78PAGINE.


La favola racconta di un re che diceva, sempre, voglio e mai per favore. Fino a quando non incontrò un’erba che di mettere i propri fiorellini gialli, una volta piantata nel giardino reale, non ne voleva sapere. Allora il re iniziò a chiedere all’erba – per favore – di far sbocciare i propri fiori e l’erba lo fece.

Attraverso questa favola ci viene insegnato a chiedere le cose con buone maniere, a dire “per favore”, “grazie”, “vorrei”, “potrei avere” e molto altro.

Ora non ho nulla in contrario alle regole di buona educazione. Penso che essere gentili e essere scortesi richiedano uno sforzo di energia simile, con risultati diversi. Quello che insegna la favola è proprio questo: chiedere con gentilezza qualcosa a qualcuno lo mette in una disposizione d’animo migliore e può decidere di assecondare i nostri desideri. Perché l’azione dell’altro non è sotto il nostro controllo e sfugge alla nostra volontà. Gli altri non sono obbligati a fare quello che noi chiediamo. Una richiesta prevede una risposta che può essere la negazione o l’affermazione di quanto è chiesto.

Questione diversa è se abbiamo a che fare con il nostro giardino interiore.

Due strade trovai nel bosco (ovvero quando si smette di fare qualcosa)

Robert Frost nella sua poesia “La strada non presa” parla di due strade in un bosco e del fatto che, essendo uno solo, deve scegliere di percorrerne una.
La poesia si conclude con un “e questo ha fatto la differenza” o simili, dipende dalle traduzioni.
Mi piace ripetere a voce alta la frase “due strade trovai nel bosco …” e immaginare le due strade: sono i bivi della vita.

Si può pensare di prendere una strada e guardare, con la coda dell’occhio, a quella che si è deciso di percorrere, fino a quando non scompare o ci si accorge di qualcosa che la rende preferibile. Allora si può tornare indietro e percorrere l’altra strada.

Di fatto, non si percorreranno mai entrambe. Se si sceglie una strada, si lascia l’altra. Si afferma una cosa e si nega l’altra. Questo è il tema della scelta, direbbe qualcuno. Perché la scelta non è altro che un negare per affermare o un affermare e negare. Con il pensiero che ci si può essere in qualche modo illusi di aver fatto la scelta giusta o quella sbagliata. La possibilità di verifica non c’è e l’esperienza che permette la certezza non è data.

E poi penso che nel bosco, nel grande bosco che è la vita, la strada che si è lasciato te la puoi trovare davanti nuovamente.