Silenzio

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Silenzio portava con sé il vantaggio di essere trasparente e lo svantaggio di essere cangiante alla luce del sole.

Così Silenzio passava la sua vita nascosto, fino a quando un raggio molesto non rendeva nota la sua presenza.

Silenzio aveva imparato a nascondersi ai più. Se qualcosa si nasconde bene, può accadere che si pensi che non esista.

Si può anche arrivare a negare a se stessi la propria esistenza.

Silenzio scorrazzava impavido nel mondo. Osservava situazioni, ascoltava i discorsi della gente, rideva e commentava dentro di sé.

Era irriverente Silenzio e disinvolto.

Aveva il vantaggio della trasparenza e ne approfittava.

Dopo aver fatto le sue scorribande per il mondo, tornava a sedersi sul monte. Lì si riposava e osserva quello che accadeva. Poteva scrutare dalla testa ai piedi chi gli passava davanti. Poteva assumere la posizione che voleva, fare qualsiasi smorfia sapendo di non essere visto.

Fino a quando, un giorno, qualcuno lo salutò.

Silenzio rimase stupefatto dall’accaduto. Fece finta di nulla, pensando di essersi sbagliato. Il sole non era ancora sorto e non poteva essere stato colpito da un raggio, manifestando così la sua presenza.

Ma quel qualcuno ripeté il saluto e guardò diritto negli occhi Silenzio.

Era una figura coperta da un mantello scuro, con un grande cappuccio che gli copriva la testa.

“Tu mi vedi?” chiese Silenzio.

“Chi si nasconde è abituato a riconoscere quelli che fanno lo stesso…”

“Come ti chiami?”

“Talento” rispose, scoprendo il capo.

Silenzio fu abbagliato dalla sua luce e diventò cangiante.

“Per questo ti copri? È per la tua luce?”

Talento annuì.

“Hai paura di abbagliare gli altri?” chiese ancora Silenzio.

Talento scosse la testa e rimise il cappuccio.

“Allora perché ti copri?”

“Per quello che hai fatto anche tu”

“Che cosa ho fatto?”

“Silenzio, quando hai visto la mia luce, hai chiuso gli occhi, infastidito. La maggior parte delle persone lo fanno, quando mi mostro. La mia luce li disturba. Fanno fatica a guardarmi.”

“Ma che dici? Se tutti ti cercano e ti bramano…” obiettò Silenzio.

“Non tutti… tanti mi confondono con Passione, Successo, Eccellenza, Allenamento. Loro sono miei lontani parenti. Ogni tanto incrociamo le nostre strade. Io, però, segno il passo insieme a Intelligenza e Genio. Ogni tanto, presi da qualche guizzo, compiamo delle scorribande e ci divertiamo. Ma siamo ribelli senza freni e dobbiamo prestare attenzione nello scardinare l’ordine prestabilito. Così, passiamo il nostro tempo ben coperti, in modo che altri non si accorgano di noi. Ma noi, tra di noi, ci vediamo e ci riconosciamo…”

Silenzio si spostò, in modo da non essere colpito dalla luce e perdere il suo aspetto cangiante.

Talento rise dicendo: “Non fai parte anche tu di quelli che molti cercano?”

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