E poi si parla di risultati nella formazione …

mercedes-406290Ero ad un convegno qualche giorno fa e ho sentito dire che si può anche smetterla di parlare di metodologie perché i formatori conoscono già tutto quello che si può conoscere sull’argomento e bisogna iniziare a parlare di risultati nella formazione e di ROI (ritorno dell’investimento) … E io ho pensato “ancora con questi risultati nella formazione e con questa storia del ROI. Sono 15 anni che sento parlare di questa cosa e non se ne esce!” Però il tarlo si è insediato nella mia testa e ho cominciato a pensarci (con un certo mio disgusto, ammetto). E ho iniziato a pensare a quando devo acquistare un’auto (lo so che ci si può chiedere cosa ci azzecca un’auto con il ROI. E’ che adoro i paragoni improbabili …). A me l’auto serve principalmente per lavoro. La cerco con determinate caratteristiche e dentro un certo budget di spesa. So che l’auto mi serve e deve essere affidabile. So, poi, che l’auto mi permetterà di fare comodamente determinati spostamenti. Più comodamente dei mezzi pubblici. Io soffro il “mal di tutto”: invidio chi riesce a lavorare in treno. L’auto, nonostante il mal di tutto, non è l’unico mezzo che posso usare per muovermi però. Nella rigogliosa campagna veneta, posso raggiungere comodamente qualsiasi luogo prendendo la bici, poi l’autobus, poi facendo un pezzo di strada a piedi, poi un treno. Insomma, se decido di non usare l’auto so che arriverò a destinazione, mediamente, nel giro di sette ore.
Quindi, l’auto mi serve. So anche che l’auto mi tornerà utile per andare a fare la spesa, andare al mare o in montagna, andarmi a prendere un caffè al bar, andare a trovare un’amica e così via. Si tratta in sostanza di un mezzo per me importante. So che la mia auto finirà la sua vita in uno dei tanti cimiteri per auto. E’ un bene destinato al deterioramento e che comporta delle spese variabili come carburante, tagliandi vari, pneumatici, lampadine e altro ancora. Della mia auto non mi sogno proprio di calcolare il ritorno dell’investimento. Posso conoscere la parte tangibile della spesa: più difficile è calcolarne i benefici. Però, ogni tot chilometri percorsi decido che è giunto il momento di cambiare auto. Perché so che ne avrò un vantaggio. Stessa cosa deve valere per la formazione. Devo sapere a cosa mi serve la formazione ovvero che bisogni deve andare a soddisfare. Cercherò la tipologia di formazione più adatta alle mie esigenze. Stabilirò un budget di spesa. Cercherò chi meglio di tutto può soddisfare i miei bisogni entro quel budget di spesa. Se una cosa la ritengo utile o mi serve non ho la necessità di valutarne il ritorno dell’investimento perché so che la sua utilità va oltre l’impegno economico. Questo deve valere per la formazione. Sento dire che la formazione ha un ROI del + 100% e il coaching del + 150%. Come sono calcolate queste percentuali? Da dove derivano i numeri? Quando lo si chiede nessuno sa rispondere o vengono abbozzate improbabili formule. Il numero dà sicurezza. E quando non si sa dove trovare appiglio ci si ancora al numero. 2+2 fa sempre 4. Chi smentisce questa cosa? Solo che nella formazione esistono una serie di fattori che incidono sul ritorno dell’investimento. Un’azienda che fa formazione perché si deve fare formazione e, al suo interno, dà esempi contrastanti a quanto “in aula viene detto” può risparmiare i soldi, investendo in altro. Perché non serve fare tanti calcoli: il ritorno dell’investimento è meno di zero! E se si decide di fare un corso, ad esempio, sulla gestione del tempo si deve sapere il motivo per cui lo si fa. Perché per un formatore è agghiacciante chiedere da dove nasce il bisogno di un tale corso e sentirsi rispondere che l’aspettativa è delle proposte di argomenti perché si vuole fare della formazione punto. In termini di gestione del tempo si può dire che in quel momento c’è qualcuno che il tempo lo sta sprecando: il formatore seduto davanti al referente aziendale. Perché, per sapere se la formazione è una spesa che è valsa la pena di fare, non serve fare chissà che cosa e che numeri. Si definiscono dei “parametri” ovvero la misurabilità a monte. Cosa deve cambiare perché si possa dire che la formazione è stata un buon investimento? In che modo verrà rilevato? Quali specifici comportamenti devono essere osservati e in che modo devono cambiare? Parametri che non sono sempre numeri. Poi, è come l’auto. Io arrivo lo stesso dove devo arrivare, senza auto. Ci arrivo in più tempo magari stanca e anche vomitando ma ci arrivo. Non dico che senza formazione non si arrivi ad avere i risultati che ci si attende. Dico solo che può cambiare il tempo e il come ci si arriva.

No Comments

Leave a Comment

Please be polite. We appreciate that.
Your email address will not be published and required fields are marked