Si dice che … … l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re.

Articolo scritto per Il Sestante News 

Rubrica a cura di Alessandra Marconato, Direttore Responsabile di 78PAGINE.


La favola racconta di un re che diceva, sempre, voglio e mai per favore. Fino a quando non incontrò un’erba che di mettere i propri fiorellini gialli, una volta piantata nel giardino reale, non ne voleva sapere. Allora il re iniziò a chiedere all’erba – per favore – di far sbocciare i propri fiori e l’erba lo fece.

Attraverso questa favola ci viene insegnato a chiedere le cose con buone maniere, a dire “per favore”, “grazie”, “vorrei”, “potrei avere” e molto altro.

Ora non ho nulla in contrario alle regole di buona educazione. Penso che essere gentili e essere scortesi richiedano uno sforzo di energia simile, con risultati diversi. Quello che insegna la favola è proprio questo: chiedere con gentilezza qualcosa a qualcuno lo mette in una disposizione d’animo migliore e può decidere di assecondare i nostri desideri. Perché l’azione dell’altro non è sotto il nostro controllo e sfugge alla nostra volontà. Gli altri non sono obbligati a fare quello che noi chiediamo. Una richiesta prevede una risposta che può essere la negazione o l’affermazione di quanto è chiesto.

Questione diversa è se abbiamo a che fare con il nostro giardino interiore.

Spesso abbiamo prati fioriti di “vorrei”, “mi piacerebbe”, “sarebbe bello se …” che durano una stagione. Gli alberi dalle radici ben ancorate al terreno sono fatti di “voglio”.

“Tu cosa vuoi?” è una domanda diretta che lascia poco spazio a sogni e alibi.

La risposta “io voglio …” fa sì che ci muoviamo verso una precisa direzione e un risultato che, non solo desideriamo, ma vogliamo.

Facciamo scelte perché vogliamo o dobbiamo percorrere una determinata strada. La spinta del desiderio è ben diversa rispetto a quella della volontà. L’azione consapevole per ottenere qualcosa implica quella volontarietà che si tramuta in azioni concrete. Il desiderio è un moto dell’animo, che può rimanere tale per molto tempo, senza tramutarsi mai in azione.

I giardini interiori sono pieni di fiori del desiderio, sono distese fiorite. In queste distese fiorite, di tanto in tanto, ci sono alberi maestosi e alcuni appena nati che rappresentano le scelte consapevoli legate a un “io voglio” che fa fatto poi agire di conseguenza.

Questo non vuole dire che se vogliamo possiamo avere tutto. L’onnipotenza non è propria dell’essere umano. Dire a noi stessi “voglio questa cosa …” ci predispone a ottenerla. Ci spinge a fare azioni in una determinata direzione, tenendo anche e sempre in considerazione il mondo fuori di noi e che ci sono tanti altri giardini che non vanno calpestati.

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