Scelta

I. Il filo tirato

C’era una volta una Scelta.

Se ne stava a penzoloni sopra un filo tirato. Era un filo di cui non conosceva la lunghezza. Scelta guardava indietro e non ne vedeva l’inizio, guardava in avanti e non ne vedeva la fine.

Quello che Scelta vedeva bene era il baratro che aveva sotto di sé e il cielo sconfinato sopra.

Scelta stava a penzoloni sopra il filo tirato perché non sapeva che altro fare. Aveva paura di cadere giù e il guardare in su le dava uno strano senso di vertigine.

Scelta, allora, non poteva fare altro che dondolarsi, a penzoloni, su quel filo.

“Non poteva fare altro? Scrivi sul serio questa cosa?” disse Becco Giallo, posando le zampe sopra la scrivania del Direttore di 78PAGINE.

“Era da un po’ che non ti facevi vivo”.

“Mi sono riposato, tra una visione e l’altra, e ora sono qui. Dov’è l’ultima orchidea che hai comperato?”

“È passata a miglior vita …”

“Lei sì non ha avuto scelta. Non è come Scelta. L’orchidea era appesa a un filo in questa stanza e forse lo sapeva …”

“Devo lavorare … deve uscire un nuovo numero di 78PAGINE!”

“… hai deciso tu per l’orchidea. L’hai messa in questa stanza e forse le mancava l’aria. Non direi la luce, quella no! L’aria, sì! Chissà, poi, se le hai dato troppa o poca acqua … Magari era già in cattiva salute quando l’hai comperata …

“Vola via! Non mi infastidire!”

“Perché? Il tratto del filo, quello in avanti, l’hai pian piano reciso e l’orchidea è scivolata nel baratro … non ti pare, Direttore?”

“… non mi ricordo cosa stavo scrivendo … mi hai fatto perdere il filo!”

“… sarà perché il filo, a volte, non lo si vuole vedere fino alla fine?”

 

II. In equilibrio

C’era una volta una Scelta.

Se ne stava a penzoloni sopra un filo tirato.

“Scelta …” disse Becco Giallo, mettendosi in equilibrio su una zampa sola sopra la scrivania del Direttore di 78PAGINE. “Direttore, guarda cosa so fare! Prima una zampa, poi l’altra. Zampa sinistra, zampa destra. Non sto a penzoloni, io: mi metto su una zampa e poi sull’altra …”

Scelta decise di girare la testa e guardare a sinistra e a destra e vide tanti altri fili tirati di sgargianti colori. Si chiese come mai non li avesse mai notati prima. Si accorse anche che il filo, sul quale stava, era fatto di un grigio della sostanza della tristezza.

“Direttore, guarda! Tira su la testa! In equilibrio sulla zampa sinistra, alzando l’ala destra. E ora, zampa destra e ala sinistra …”.

“Becco Giallo, mi distrai da Scelta”

“Come spesso accade nella vita, Direttore! Impegnati come siamo a scuotere zampe e ali in movimenti ripetitivi senza scopo e a stagnare sopra un filo grigio di tristezza, forse l’unico che pensiamo di poter avere …”

“Becco Giallo, guarda che Scelta si è accorta, ora, che ci sono altri fili. Sono colorati e forse più resistenti e spessi”

“Hanno sempre il baratro sotto? Il cielo sopra a Scelta le dà ancora un senso di vertigine?”

“Che intendi?”

“Stare a penzoloni sopra un filo grigio, seppur grigio tristezza, dà la sicurezza di non cadere giù …”

“… e nemmeno di arrivare a un su, fatto di cielo limpido …”.

 

III. Una scala colorata

C’era una volta una Scelta.

Se ne stava a penzoloni sopra un filo tirato. Era un filo di cui non conosceva la lunghezza. Guardava indietro e non ne vedeva l’inizio, guardava in avanti e non ne vedeva la fine.

D’improvviso sentì uno scossone e Scelta si aggrappò al filo, avendo paura di cadere. Riprese l’equilibrio e vide a fianco a sé Becco Giallo.

“Tu chi sei?” chiese Scelta.

“Il tuo buon motivo!” rispose Becco Giallo.

“Il mio buon motivo? Stavi per farmi cadere!”

“Proprio per questo sono il tuo buon motivo … stare a penzoloni sopra un filo tirato per molto tempo farà cedere il filo stesso”.

“Questo filo è resistente! Ci sto sopra da un bel po’ di tempo!” replicò decisa Scelta.

“Ne sei così sicura?” chiese Becco Giallo, saltellando sopra il filo. Scelta si reggeva forte, per paura di cadere.

“Mi fai cadere!” urlò Scelta disperata.

“Cosa può accadere di male se cadi?”

“Cosa può accadermi di male? La mia sorte diventa definitiva se cado! Non vedi? C’è il baratro!”

“Hai guardato bene in basso, Scelta? Tu guardi indietro e avanti e a sinistra e a destra. Sposta il tuo sguardo attento in basso e in alto. Osserva con attenzione”.

Scelta, ancora impaurita, guardò in basso. Scelta non credeva a quello che vedeva. Sotto di sé aveva tanti fili colorati che formavano una fitta rete e sopra di sé i fili formavano una scala colorata che arrivava diritta in cielo.

“Non me ne ero mai accorta” disse Scelta, sorpresa.

“Vediamo quello che siamo pronti a vedere e che scegliamo di vedere” disse Becco Giallo, volando tra i fili colorati.

“Ora cosa faccio? Cosa accadrebbe se prendessi il filo sbagliato? Quale di questi fili è il più solido? Cosa faresti se fossi al mio posto?” chiese Scelta a Becco Giallo, che volava tra un filo e l’altro.

“Non lo so, Scelta. La decisione è solo tua …”

 

*i testi sono tre brevi racconti sulla Scelta, scritti per la newsletter della rivista professionale, trimestrale, tematica 78PAGINE

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