“Prima di un capo c’è un uomo”

schneider-1149346Ho chiesto ad una persona “Che capo voi essere?” e la risposta è stata per me ricca di spunti. Così ho deciso di scrivere questo articolo dove riporto tra virgolette alcune frasi che mi sono state dette.

Il capo deve avere un “giusto equilibrio tra autorità e autorevolezza”. “L’autorità è legata al ruolo” ed è funzionale in situazioni in cui, ad esempio, bisogna prendere una decisione in tempi molto stretti. “L’autorevolezza è la capacità di guidare” gli altri e di indicare” loro la direzione. Il capo sa capire “le cose di adesso” e il suo “sguardo sa alzarsi” verso l’orizzonte. Il capo riesce ad avere una forma di distacco e di comprensione tali da avere lo sguardo verso quella che, in gergo militare, è “la bandiera, non la sua bandiera”, la bandiera. Cerca “l’agilità” che può dare “l’identità di un gruppo”. Nel cercare questa identità, deve fare in modo che il gruppo non faccia delle proprie aspettative “l’unico metro di confine”. “E’ una forma di scarsa intelligenza pensare che i propri confini siano i confini degli altri”. Il capo “non ha zone di eccellenza ma estensioni” … poi la persona con cui parlo “ritratta” pensando al motivo per cui ha assunto il suo ruolo e riconosce che “il capo ha delle eccellenze che devono diventare estensioni” perchè con “l’estensione si può fare molto più che con l’eccellenza”. In un gruppo ci vogliono eccellenze e fuori classe, come nell’atletica ci sono i centometristi. Però, non bisogna dimenticare che, nell’atletica, ci sono anche i maratoneti e che, nella vita come nei gruppi di lavoro, “l’uomo elegante non si nota”. “Prima di un capo c’è un uomo”.

 

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