Leadership e potere

cat-564202Ci sono molte “definizioni” di leadership. Molti studiosi ne parlano e molti sono i punti di vista. Peter Drucker scrive che leader è qualcuno che ha dei follower. Il Ragazzini, dizionario inglese/italiano, traduce leadership come “comando, direzione, guida; oppure come primo posto, primato, supremazia; infine, come capacità di dirigere, attitudine al comando” e follower come “seguace, discepolo, compagno; oppure persona del seguito, servitore; o ancora, innamorato, spasimante; infine nello sport follower è il sostenitore, il tifoso”. Mi piace la definizione di Drucker … il leader ha dei foller … se non hai chi ti segue, che leader sei? E perchè qualcuno ti dovrebbe seguire? Perchè dovresti essere un leader per qualcuno? Forse perchè qualcun altro ti ha legittimato ad esserlo attraverso il “potere”… A me piace pensare che il leader sia una persona che ha “potere”. Pensando al “potere” come “possibilità”, il “poter fare qualcosa”, come l’avere “la capacità di” … la capacità di fare qualcosa, inserendo in questo qualcosa anche lo “sviluppo” e il dare la “possibilità” a qualcun altro di fare qualcosa e sviluppare sè. Il leader ha “il potere”, “è capace” e “può”. Può esercitare il proprio “potere”sugli altri altraverso il comando oppure può esercitare il proprio “potere” dando possibilità ai propri follower di raggiungere la meta. Secondo Kotter, “Il leader ha la vocazione e la capacità di generare il cambiamento” e, aggiungo,ha la responsabilità di attivare e di facilitare il cambiamento negli altri. Aggiungo questa cosa perchè penso che se il leader attiva e genera dei cambiamenti lo fa per sé e per i propri follower. Il leader lavora su una dimensione “auto-riferita” e una “etero-riferita”. Nella dimensione “auto-riferita” il leader vive il cambiamento su di sé, cerca di comprendere le implicazioni, è disposto a mettere in discussione se stesso e le sue certezze, affrontando i propri timori, dubbi e contraddizioni”. Nella dimensione “etero-riferita” il leader si impegna a vivere con empatia il cambiamento degli altri, si mette nei loro panni, identifica le possibili resistenze e paure rispetto al cambiamento, individua le leve sulle quali agire per fare in modo che le singole persone pensino e agiscano in maniera diversa rompendo schemi e convenzioni. Nella dimensione etero-riferita sono fondamentali competenze come la capacità di ascolto, l’empatia e la comunicazione chiara e diretta. Nella dimensione auto-riferita giocano un ruolo fondamentale le credenze che il leader ha (potenzianti o limitanti?), i valori che spingono all’azione e la gestione delle proprie emozioni. Dilts sostiene che un leader guida se stesso e i suoi collaboratori verso un obiettivo definito attraverso un sistema allargato. E in questo, secondo me, c’è un elemento fondamentale: la self leadership. Leader … se non sai portare / guidare te stesso da A a B come puoi pensare di portare gli altri da A a B? Come puoi pensare di chiedere o “pretendere” che altri ti seguano? E come leader che possibilità hai? Che possibilità ti dai? Che potere hai su di te? Che possibilità dai agli altri? Che potere dai e sei disposto a dare ai tuoi follower?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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