Le qualità autentiche

dandelion-445228Da fine estate ho lavorato molto con la teoria di Daniel Ofman sulle qualità autentiche. La trovo “illuminante” nei percorsi di coaching, team coaching ed in ambito formativo, soprattutto quando si parla di feedback e di conflitti relazionali. E trovo particolarmente interessante il punto di partenza di Ofman: il cambio di paradigma. Ovvero il passare dal paradigma A “io contro gli altri” che crea un senso di separatezza tra gli individui, al paradigma B in cui “ogni individuo è considerato l’artefice della propria realtà attuale e futura. Le persone sono responsabili per se stesse e non c’è spazio per il caso, l’incapacità di agire o la mancanza di significato. La motivazione viene da dentro di noi e non c’è alcuna separazione tra interno ed esterno. Il mondo è un insieme integrato , in constante cambiamento, un flusso di eventi che ci influenzano reciprocamente”. La teoria di Daniel Ofman sulle qualità autentiche è basata sul paradigma B. Molto spesso noi guardiamo agli altri e non a noi stessi. Più conosciamo noi stessi più saremo in grado di capire gli altri, perché abbiamo imparato per esperienza personale che cosa è necessario per la propria crescita ed il proprio sviluppo personale. Conoscere se stessi vuol dire conoscere i propri punti di forza e le proprie qualità autentiche. Ed oltre ad avere consapevolezza delle proprie qualità positive, dobbiamo anche conoscere le distorsioni di queste qualità. Tutti noi abbiamo qualità autentiche, esse formano l’essenza (il nucleo) di una persona. Ogni essere umano è colorato delle sue qualità autentiche, che sono riconosciute come le qualità speciali di una persona, sono sempre potenzialmente presenti e non possono essere accese e spente liberamente. Si differenziano dalle abilità perché queste vengono acquisite dall’esterno, mentre le qualità autentiche derivano dall’interno della persona. E quando c’è una qualità autentica c’è anche una trappola. La trappola non è altro che un sovrasviluppo della qualità autentica. Qualità autentica e trappola sono due elementi legati in modo indissolubile. Quando porto al limite ed eccedo nella mia qualità autentica questa diventa una trappola e gli altri mi riconoscono un “difetto” o un “punto di debolezza”. L’essere, ad esempio, determinato portato all’eccesso può diventare essere pressante. Le qualità autentiche nella teoria di Ofman si definiscono attraverso un aggettivo e, comunque, sempre con una sola parola. Così vale per la trappola, la sfida e l’allergia. Ofman punta sul lavorare attraverso la valorizzazione delle risorse e in positivo. Non scrive mai  “devi essere meno la tua trappola”. Scrive “devi cercare di essere più la tua sfida”. Il terzo elemento, infatti, della teoria di Ofman è la sfida, che è l’opposto positivo della trappola ed è ciò che permette di avere una costante valorizzazione della qualità autentica. La sfida è qualcosa che devo imparare ed è complementare alla trappola. “Le persone in genere sembrano essere allergiche ad un eccesso della propria sfida, soprattutto quando è personificato da qualcun altro. Le persone risolute spesso perdono la calma quando si confrontano con la passività di altre persone. Sono allergiche alla passività, perché è un eccesso della loro sfida (pazienza) e spesso non sanno come gestirla. Quanto più un’altra persona ci mette a confronto con la nostra allergia, tanto più sarà probabile che cadiamo nella nostra trappola” e possibile che entriamo in conflitto con quella persona. Da questi passaggi nasce il “quadrante di Ofman”. Nella costruzione del quadrante si può iniziare da qualsiasi punto. Secondo Ofman, la costruzione più semplice del quadrato avviene partendo dalla nostra allergia.

Bibliografia

Daniel Ofman, Le qualità autentiche, Franco Angeli, 2007

 

 

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