La storia di “La foresta delle illusioni”

La storia del libro inizia un paio d’anni fa.

Era il febbraio del 2015 e io ci scherzo su dicendo che non so chi è stato concepito prima, se il libro o mia figlia. Sembra che gli ormoni della gravidanza producano “strani” effetti e “La foresta delle illusioni” potrebbe rientrare in questi … o forse no.

La scrittura del libro è stata piuttosto veloce: una settimana circa. Semplicemente mi sono messa davanti al computer e ho iniziato a scrivere. Niente scaletta, nessuna trama studiata … niente di niente. Solo parole da scrivere e scene che apparivano del mio immaginario, e che dovevano essere “trasformate” in parole.
Poi si è aperta la questione del “cosa me ne faccio io di questa roba?”, intitolata “opera prima” e non “La foresta delle illusioni”. Mi divertiva avere un file nominato “opera prima”: è un modo per prendersi in giro e poco sul serio.
Quindi ho fatto leggere il testo a mio marito che non l’ha trovato male, a un mio amico che non ci ha capito nulla (e non me l’ha detto subito), a chi si occupa per lavoro di libri che mi ha detto di pubblicarlo, a qualche altro collega che mi ha ripetuto di pubblicare … e intanto temporeggiavo.
Fino a quando non ho frequentato un corso con una coach canadese che ha detto che se qualcuno di noi (partecipanti del corso) aveva scritto qualcosa, questo qualcosa doveva essere pubblicato perché voleva dire che qualcuno lo doveva leggere. Aveva un approccio “facile” e pragmatico alla pubblicazione: esistono servizi on line, c’è il self publishing e molto altro.

E questo mi ha convito a intraprendere la strada. Anche se io ho un approccio al libro più “tradizionalista”: amo i libri di carta. Pur capendo il digitale e la diffusione degli ebook per me i libri sono di carta … è più forte di me!

Ho scritto a 3 o 4 case editrici nutrendo poche speranze: chi lo pubblica un inedito di un esordiente, che è una “favola per adulti” e scrivi che vorresti illustrarlo? … è vero che ho pubblicato anche altro … di fatto rientro nella categoria esordienti …
Non la vedevo bene … e poi gli amici e i colleghi ti vogliono bene … possono sempre dirti che vale la pena pubblicare per non darti una delusione …

Allora ho chiesto ad una collega, che si occupa di libri per lavoro, un parere critico. La risposta è stata che c’era qualcosa da sistemare e si poteva pubblicare.
E non ero ancora pronta. Stavo anche ristrutturando casa … Alice ha deciso di nascere prima del previsto … “La foresta delle illusioni” era sempre lì.

Fino a maggio 2016 quando ho deciso di riprendere in mano la questione e ripartire dal parere critico. L’agenzia letteraria, nel frattempo, ha avuto un passaggio di testimone e quindi ho avuto un nuovo parere, ancora positivo.

Ormai avevo deciso: si pubblica. Bisogna capire come … perché le possibilità sono molte in questi tempi.
Si parla, ci si confronta, ci si pensa, si legge e si rilegge il testo. Si fa un editing, poi un altro, poi un altro ancora … i fatti possono dire che rientro nella categoria dei “mai soddisfatti” … e poi c’è la questione dei disegni.

Questo libro deve avere dei disegni! Dopo varie riflessioni, come racconto nella postfazione del libro, mi metto a disegnare. Ed è bello tornare a disegnare! I disegni sono 12 all’inizio. Rosa, che mi ha seguito in tutto il percorso della pubblicazione, mi dice che ne manca uno, l’ultimo. E faccio anche quello … e visto che ci sono disegno anche la copertina!

Come potete intuire, “La foresta delle illusioni” non è una storia di “sudate carte” e di una persona che aveva il sogno di diventare scrittrice. E’ un libro che è nato “un po’ così” in cui si racconta la storia di un Cavaliere, Taras, che entra nella Foresta delle Illusioni. Maestro ha ripetuto più volte a Taras che doveva fare esperienza del mondo … i libri non bastano! E Taras entra nella Foresta dove incontra un compagno di viaggio: Mago. All’interno della Foresta Taras vivrà delle illusioni, le sue illusioni, e le affronterà fino a sprofondare in un mondo buio che è quello della selva (… che “fa tanto Dante” …). E lì deciderà se rimanerci o se uscirne.
“La Foresta delle illusioni” contiene cose che mi sono state raccontate, esperienze e fantasie …
Il linguaggio è metaforico e “denso” (me ne rendo conto).

C’è la Prefazione chiesta all’amico Paolo. Non avrei potuto fare scelta migliore!

Ho provato, poi, a scrivere una postfazione che spiegasse le varie metafore del libro … sono arrivata a pagina 5 del libro e avevo scritto 25 pagine di spiegazione … quelle erano “sudate carte” e io – scusi la schiettezza chi sta leggendo – non ne ho la voglia …
Ognuno trovi in Taras ciò che più gli assomiglia, ognuno cerchi nelle metafore quello che gli è più utile … nella vita non amo dar consigli e indicare la strada … ognuno trovi la propria … augurandomi che il cammino nella Foresta delle Illusioni sia per lo più piacevole!

 

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