Abbiamo tutti bisogno di favole – Marina Fabiano – Coachingstudio

 

Un libro di favole per bambini? O per adulti? O meglio, per adulti consapevoli? Per chi sa leggere tra le righe? Insomma, mentre iniziavo a leggerlo, lo sentivo adatto al mio nipotino cinquenne, che si appassiona alle storie che hanno il gusto del mistero. Però trovavo anche delle assonanze con le riflessioni, volute e consapevoli, di un adulto che si guarda dentro. Soprattutto, visto che il Coaching mi ha regalato una piacevole deformazione professionale, in certi passaggi ci vedevo degli insegnamenti – o dei riferimenti – belli e buoni. Sentite qui: “Fai attenzione, Cavaliere, a chi non ha mutato natura in modo completo. L’aspetto è di farfalla, il cuore e la mente sono di bruco. Essi pretenderanno il posto di maestro senza averne titolo e, visto che la loro forma è di farfalla, sarà difficile scoprirne la sostanza di bruco.” E non dico altro.

Anzi, sì, dico che mentre leggo penso al mio nipote cinquenne: forse se gli leggo adagio questa storia, ché lui ancora non sa leggere da solo, riesco a trasmettergli quel sapere e quegli insegnamenti nascosti nella Foresta. Sono io che mi illudo, stavolta? Sono io che leggo troppo tra le righe? Eppure sono convinta che esistano libri che appena li prendi in mano trasmettono emozioni, inducono riflessioni, lasciano strascichi. Questo è un libro che se lo avvicini con la mente aperta suscita rintocchi durevoli, pensieri come reti da pesca. Mi piacerebbe leggerglielo almeno una volta l’anno, e chiedergli: “cosa ti dice questa storia, quest’anno?”, perché immagino che possa – la storia – indurre riflessioni diverse nei diversi periodi della crescita.

Più avanti nella lettura mi dico che, in effetti, forse questo racconto è più utile a persone mature, che riescano a cogliere significati nelle metafore. Allora mi immagino gruppi di persone che ne leggono insieme un capitolo o due, e si immergono in riflessioni corali del tipo: ” cosa ti suggerisce questo passaggio? Ti ci riconosci, e come? C’è forse un episodio della tua vita che ti suona simile? “. E da qui tutta una serie di domande a cui ognuno potrà dare le proprie risposte, ed uscirne ricaricato. Lo vedo anche, questo libro, come uno strumento di Coaching, e non sto qui a dire come – a mio parere – andrebbe usato.

Poi uno sceglie a chi dar retta.

Verso la fine mi imbatto nella postfazione di Alessandra: ha fatto bene a mettere in fondo la sua introduzione al libro. Da brava coach, lascia che il lettore emetta il suo giudizio, decida se e come interpretare il racconto, prima di spiegare qualcosa.

Il susseguirsi degli eventi, nel racconto, rende la storia attiva, mai stanca. Eppure è una storia serena, senza ansie né attese, una passeggiata che senti leggera, di cui non vuoi vedere subito la fine, di cui ti interessa il prosieguo.

È uno di quei libri un po’ vecchio stile elegante, parole che si leggono bene, capitoli corti, stampato su carta patinata, bella da toccare. Tutti i sensi vogliono la loro parte, nella lettura. Le illustrazioni, della stessa mano dell’autrice, quella maga dell’Alessandra Marconato, sono tenui e suggestive, un tocco d’arte tra un capitolo e l’altro.

Chiudo questa recensione con il regalo di uno stralcio: “A un certo punto della tua vita dovrai decidere: sarai aquila o gallo?”. E ancora: “In questa Foresta ci sono cose che solo io posso vedere”. E infine c’è un pezzo bellissimo che termina così: “Ciò che sei vale sempre. Non lasciarti convincere a cambiare. Cambierai se lo deciderai tu (…), non hai l’obbligo di cambiare perché fa piacere ad altri.”

Quindi? Vi è venuta la curiosità di leggerlo?


Recensione – “La foresta delle illusioni” di Alessandra Marconato – L’incanto dei libri

 

“La foresta delle illusioni” è una fiaba per adulti. Mi ha piacevolmente sorpresa con una lettura che ha stimolato la riflessione su diversi aspetti della mia vita. Alessandra Marconato si occupa di formazione e di coaching in diversi contesti e realtà. La sua idea è stata quella di trasferire le sue conoscenze e l’esperienza maturata sul campo in un contesto fiabesco arricchito da metafore e colorata da disegni. Durante la lettura i significati delle metafore emergono chiaramente e personalmente mi sono ritrovata in ognuna di esse, paragonando la metafora alla mia vita e traendo importanti insegnamenti.

Il libro inizia con…c’era una volta, quindi mettetevi comodi, chiudete gli occhi e date sfogo alla vostra fantasia. Immaginate un regno molto vasto, maestoso e bello e lontano dalla nostra realtà e poi tracciate le linee nella vostra mente di un Cavaliere, il cui nome è Taras. Taras ci condurrà nella Foresta delle Illusioni e insieme a lui il lettore si addentrerà in un mondo fantastico, fatto di villaggi, selve e animali.
Nella Foresta Taras incontrerà Mago che gli indicherà il cammino e gli dispenserà utili consigli. Io, li chiamerei piccole perle di “vita” da custodire gelosamente!
“Fai attenzione, Cavaliere, a chi non ha mutato natura in modo completo. L’aspetto è di farfalla, il cuore e la mente sono di bruco. Essi pretenderanno il posto da maestro senza averne titolo e, visto che la loro forma è di farfalla, sarà difficile scoprirne la sostanza di bruco.”
Una breve ma intensa lezione di vita tramutata in una fiaba dove personaggi fantastici e situazioni particolari ci inducono a trarre una nostra personale conclusione sia in campo professionale quanto nella vita di tutti i giorni. Una piacevole lettura intervallata da immagini disegnate dalla stessa autrice. Tredici sono in tutto i disegni che regalano un tocco in più alla nostra “fiaba” di vita! 
Il libro è breve e si legge in un pomeriggio, i capitoli sono tanti e ognuno ci insegna qualcosa. Vorrei scrivere molto di più su La foresta delle Illusioni ma rischierei di svelarvi troppo, Alessandra Marconato alla fine del libro spiega accuratamente come è nata questa storia e i suoi protagonisti, del perché l’ha scritta e la sua funzione, quindi lascio a lei la parola e a voi lettori il gusto di assaporarne l’essenza. 
“Il vento obbliga a valutare ciò che è rimasto, e decidere se riparare o costruire qualcosa di nuovo. E ciò che si ricostruisce non sarà mai identico a ciò che è stato prima.”
Un viaggio nella Foresta delle Illusioni lo consiglio a tutti!!! Buona lettura!


La foresta delle illusioni – Recensione di Paradiso Letterario

Quando si dice che un libro non si giudica dalla copertina è proprio vero, e il romanzo di Alessandra Marconato ne è l’esempio. Inizialmente mi sembrava la tipica favoletta per bambini, il tipo di racconto che è scritto in grande, che contiene capitoli brevi e che ha un totale di nemmeno cento pagine. Insomma, per una lettrice accanita come me, mi ha fatto storcere il naso.

E invece.. mi ha stupito. A mio avviso è il degno erede di Harry Potter. So che può sembrare un’esagerazione ma è un piccolo capolavoro della letteratura italiana. Alessandra ha avuto la capacità di trasmettere dei messaggi primari, e dei valori, con una scrittura semplice adatta a tutte le età. Ha tramutato una favola in dei racconti di vita. In tutta onestà io ho fatto fatica a finire la lettura: ho impiegato quattro giorni buoni perché ti fa riflettere, ti porta a guardarti dentro.. è molto introspettivo.

C’è davvero poco da dire perché nei confronti de La Foresta delle Illusioni ho elogi a non finire. Posso solo esortarvi ad acquistarlo – non solo per la lettura.. dovete sapere che i disegni che trovate all’interno del libro sono stati fatti dall’autrice stessa. L’arte le scorre nelle vene.


La foresta delle illusioni – Un libro che non è nato per il coaching e può essere usato nel coaching – Coaching & Coaching

La foresta delle illusioni è un libro che sta suscitando curiosità e interesse tra gli addetti ai lavori e non. Si presenta come una “favola scritta per i grandi”, così lo definisce l’autrice Alessandra Marconato, che ha frequentato la Professional Coaching School di Marina Osnaghi nel 2011 e in cui ha conosciuto Paolo Marinovich, autore della Prefazione del libro.

La foresta delle Illusioni , infatti, inizia con “C’era una volta, in un tempo e in un regno assai lontani, un Cavaliere …” e continua portando il lettore in un viaggio attraverso la Foresta, che non è altro che una metafora della vita (o parte di essa).

Il libro è un suggestivo percorso di crescita personale, in cui gli elementi magici si intrecciano alla ricerca di una identità personale e alla conquista del proprio personale Regno. “Sappiamo che ogni essere umano ha davanti a sé un simile percorso, una foresta nella quale è indispensabile addentrarsi per conoscerne i segreti. Tra questi, quello più sorprendente è spesso il proprio patrimonio di risorse: visione, coraggio, saggezza, determinazione, leadership.

Solo districandosi nella foresta si può capire che c’è il momento della solitudine e della responsabilità, così come il momento della condivisione e della corresponsabilità; solo così si arriva alla consapevolezza che il benessere individuale non può prescindere dal benessere collettivo e, infine, che in questo sta il senso ultimo del vivere sociale”[1]

I coach e i formatori che leggono il libro ne vedono uno strumento utile da proporre nei percorsi di coaching, in particolare quelli di team e group coaching, e nelle attività formative dove si vuole attivare la riflessione dei partecipanti anche attraverso le tecniche narrative e, magari, di scrittura autobiografica.

E poi ci sono i non addetti ai lavori: persone che leggono il libro “tutto d’un fiato” o che “si fermano ad ogni frase per pensare a tutti i possibili significati”. Persone che hanno la necessità di leggere qualcosa che apra uno spazio di coscienza libero, in cui individuare nel testo ciò che gli occorre in quel momento. Persone che leggono il libro una seconda volta per ricercare significati e spunti, che pensano di non avere colto.

L’autrice racconta che la cosa che più la colpisce è che La foresta delle illusioni “é un libro che passa di mano”, nel senso che viene regalato o prestato ad amici e conoscenti perché sia letto. E poi arrivano “recensioni” dei lettori e opinioni molto dettagliate: “in questa parte ho visto questo …”, “mi ha ricordato alcune situazioni della vita in cui …”, “questa metafora mi ha particolarmente colpito …”.

Forse tutto ciò nasce dal fatto che il libro racconta quello che Alessandra ha vissuto e sentito dire dalle persone che ha incontrato negli anni di attività come formatore e coach. E’ una “favola scritta per i grandi” che racconta le cose “dei grandi”, quelle cose che sono dette, a volte, a mezza voce. Non è finzione, bensì la vita vissuta in tutta la forza e in tutta la sua debolezza. Una storia in cui gli adulti entrano perché c’è la magia e la leggerezza della favola e allo stesso tempo tutta la potenza che l’immaginazione può sviluppare in un essere umano adulto, che ha voglia di conoscere sé, crescere e combattere, se ce n’è il bisogno, i propri demoni.

[1] Dalla Prefazione di Paolo Marinovich