Due strade trovai nel bosco (ovvero quando si smette di fare qualcosa)

Robert Frost nella sua poesia “La strada non presa” parla di due strade in un bosco e del fatto che, essendo uno solo, deve scegliere di percorrerne una.
La poesia si conclude con un “e questo ha fatto la differenza” o simili, dipende dalle traduzioni.
Mi piace ripetere a voce alta la frase “due strade trovai nel bosco …” e immaginare le due strade: sono i bivi della vita.

Si può pensare di prendere una strada e guardare, con la coda dell’occhio, a quella che si è deciso di percorrere, fino a quando non scompare o ci si accorge di qualcosa che la rende preferibile. Allora si può tornare indietro e percorrere l’altra strada.

Di fatto, non si percorreranno mai entrambe. Se si sceglie una strada, si lascia l’altra. Si afferma una cosa e si nega l’altra. Questo è il tema della scelta, direbbe qualcuno. Perché la scelta non è altro che un negare per affermare o un affermare e negare. Con il pensiero che ci si può essere in qualche modo illusi di aver fatto la scelta giusta o quella sbagliata. La possibilità di verifica non c’è e l’esperienza che permette la certezza non è data.

E poi penso che nel bosco, nel grande bosco che è la vita, la strada che si è lasciato te la puoi trovare davanti nuovamente. Un po’ come se le strade che prima si erano separate ad un certo punto avessero iniziato a curvare per convergere in un nuovo bivio. E di fronte a quel bivio ciò che si dice è “tu mi ricordi qualcosa!” oppure “ti riconosco!”.

E’ una seconda occasione? E’ la vita che, visto che non ci sei “arrivato” da solo, ti mette davanti la tua strada? E’ la tua strada che prima non potevi prendere e forse, ora, sei pronto a percorrere? Su questi temi si aprono mondi di pensieri e la risposta, forse, non c’è. Forse sono solo coincidenze. Forse si vede quello che si desidera vedere. Forse è scritto nel destino. E forse molte altre cose …
Una cosa va detta: nello scegliere si può anche sbagliare. A volte si erra irreparabilmente, a volte all’errore c’è rimedio. E mi vengono alla mente, in particolare, quelle situazioni in cui di fronte a due strade nel bosco si nega una parte di sé o di quello che si sa fare. Qui la scelta diventa inizio o continuo a fare qualcosa a discapito di qualcos’altro. Affermo, quindi, una parte di me e ne nego un’altra, che continua ad esistere. Non è come la strada lasciata indietro nel bosco. Qui è come passarci continuamente sopra il bianchetto, per lasciare solo il segno della via intrapresa. E ad un certo punto il bianchetto finisce.

E due strade trovai nel bosco … e “che si fa?” diventa la domanda. Se puoi e vuoi ti attrezzi con un altro bianchetto e continui a “sbianchettare”. Altrimenti guardi a ciò che hai negato e decidi che fare. Si è fatto finta che quella parte di sé non esistesse più o fosse scomparsa. In realtà, è sempre stata presente, silenziosa e silenziata. Ed è come scrive Frost, di fronte a due strade ne puoi percorrere una sola, essendo uno solo. La scelta si deve fare.

Non si può rimanere inchiodati di fronte ad un bivio, qualunque esso sia. Ad un certo punto si deve prendere o una direzione o un’altra (a meno di non trovare una terza via o un cammino di mezzo).

Quindi, perché si smette di fare qualcosa che piace, che appassiona, per cui si è portati, che può portare più soddisfazione, che poteva essere la cosa migliore per noi o tanto altro ancora? Perché si sceglie, punto. Perché la vita è fatta di scelte e nessuno ha la sfera di cristallo. E si smette di fare alcune cose, per iniziarne altre o continuare a fare altro con maggior impegno di tempo ed energie. Sapendo che, alcune volte e in alcune situazioni, alcuni bivi ritornano.

No Comments

Leave a Comment

Please be polite. We appreciate that.
Your email address will not be published and required fields are marked