Due pesi e due misure (ovvero il genere nella percezione delle competenze comportamentali)

stools-690339C’è una cosa che negli anni continua a stupirmi ed è come la stessa competenza, agita nel medesimo modo, sia giudicata in modo anche diametralmente opposto in base al genere di appartenenza del suo attore. Il mio stupore non ha (ancora) la connotazione di biasimo. Il mio stupore si delinea soprattutto come meraviglia e curiosità per il fenomeno. Scrivo soprattutto e non sempre perché esistono anche quelle situazioni in cui avverto un senso di ingiustizia e mancanza di riconoscimento, per chi agisce la competenza, che provocano in me un qualche senso di rabbia. Esistono un’enormità di stereotipi che condizionano percorsi di carriera e la stessa vita delle persone. Se un manager in azienda, ad esempio, comunica come un genitore affettuoso si possono vedere diversi comportamenti a seconda che il manager sia maschio o femmina. Se è maschio il comportamento tende ad essere visto in modo benevolo, paragonandolo al buon padre di famiglia che si prende cura degli altri. Se chi comunica con la modalità del genitore è una femmina spesso la si paragona ad una mamma che fa la chioccia con i suoi collaboratori. Se vado a vedere ciò che si comunica e come, indipendentemente dal genere, spesso mi accorgo che lo stile e la sostanza della comunicazione sono identiche, chi veicola il messaggio è “solo”diverso per genere. Prendiamo poi le situazioni in cui si sbattono i pugni sul tavolo. Se chi sbatte i pugni è un maschio si dice che è forte e sa quello che vuole (ovvero uno con le palle). Se a farlo è una donna molto probabilmente si dirà che è in preda a qualche sbalzo ormonale. Questi sono solo due banali esempi e sono i temi principali con cui mi trovo a discutere con quelle femmine che hanno posizioni apicali in azienda o le vogliono raggiungere o con le stesse college libere professioniste, che, magari, si vedono riconoscere un compenso inferiore rispetto al collega maschio. Quest’ultima, però, è mai storia antica e sdoganata. Quello che mi stupisce ancora è perché si attribuisce un peso diverso a una competenza agita allo stesso modo e perché quello che vale per un maschio non vale per una femmina e viceversa. Martha Nussbaum, filosofa americana, parla di approccio sulle capacità per arrivare ad una forma di giustizia sociale. Le capacità sono proprie degli esseri umani, senza distinzione di genere, sesso o razza. Se la capacità (e competenza) è agita nel modo corretto che differenza può fare l’attore? Se la competenza è “saper essere in azione” (definizione di Monica Fedeli – Università degli Studi di Padova) ed è agita da manuale che differenza fa il genere dell’attore? Da nessuna parte si trova scritto che le capacità e competenze hanno specifiche di genere. Nella realtà osservo che molta differenza la fa il pubblico presente, perché esiste una dimensione storica e culturale nella mente di chi assiste all’agire che condiziona il giudizio sull’azione stessa. Allora posso pensare che bisogna fare qualcosa di diverso. Se finora molto è stato detto, scritto e imparato per sviluppare le proprie capacità e competenze è necessario impostare e portare avanti un lavoro per ricevere in modo adeguato le competenze agite dall’altro, senza che il genere di provenienza costituisca un ostacolo, un pregiudizio o uno stereotipo. Perché non si può pensare di aspettare a recitare adeguatamente la propria parte quando il pubblico sarà pronto. Ad un certo punto si dovrà rompere lo schema indipendentemente dal pubblico, che poi se ne farà una ragione e col tempo si educherà ad apprezzare lo spettacolo. Aristotele definiva l’essere umano come un “animale bipede implume”. La competenza è propria dell’animale bipede implume e non c’è competenza maggiore o minore in base al genere. Questo è il tetto di cristallo da sfondare. Non permettere al proprio genere di essere una limitazione per lo sviluppo delle proprie capacità e competenze. E questo vale, a mio avviso, in generale per maschi e femmine non solo per le femmine. E’ uno stereotipo associare il tetto di cristallo solo alle femmine. Esistono spessi tetti di cristallo spessi anche per i maschi.

No Comments

Leave a Comment

Please be polite. We appreciate that.
Your email address will not be published and required fields are marked