Come? Ti occupi anche di sicurezza nei luoghi di lavoro?

slip-up-709045… prima sguardi perplessi e poi … “Come? Ti occupi anche di sicurezza nei luoghi di lavoro? E questo cosa c’entra con quello che fai?”.
Queste sono le domande che mi vengono poste quando vado in azienda o parlo con i miei clienti o in altre occasioni lavorative e dico che mi occupo non solo di comportamentale ma anche di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Questa domanda arriva dalle persone che mi conoscono essenzialmente per la parte “comportamentale”. E quindi si chiedono come un coach e/o un formatore “comportamentale” o di quelle che vengono anche definite “materie trasversali” possa occuparsi anche di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Tutto si risolve se e quando si inizia a parlare di metodologia. Facciamo, però, un passo indietro. La mia prima aula come formatore risale a tredici anni fa e su otto ore di formazione, quattro erano dedicate al D. Lgs 626/94. Ho iniziato così. Il comportamentale è arrivato sei mesi più tardi. E così ho continuato per circa dieci anni. Poi varie vicissitudini mi hanno dirottato sempre più sul comportamentale, decidendo poi io di accantonare l’ambito sicurezza. Solo che la sicurezza non ha abbandonato me. Ricordo in modo molto vivo quando, andando ad un corso di formazione, sono arrivata al dare la precedenza di una rotonda e ho detto “la sicurezza nei luoghi di lavoro potrebbe essere esperienziale”. E’ stato come premere un interruttore. Era il 2010. L’idea ha avuto bisogno di maturare ed è stato necessario incontrare le giuste persone per poterla mettere in pratica. Per arrivare al gruppo “Safety Experience – Officina Ricerca e Sviluppo” ci sono voluti tre anni e mezzo. Cosa mi interessa della sicurezza nei luoghi di lavoro, quindi? La metodologia formativa con cui può essere veicolata. Questo non può prescindere dalla conoscenza della normativa. Sono però consapevole della vastità della normativa e delle sue applicazioni ed implicazioni. La mia consapevolezza aumenta sempre di più grazie al lavoro che sto facendo insieme ai colleghi “tecnici” di Safety Experience. Persone che non conoscono solamente la “teoria” della normativa, ma fanno anche attività di consulenza in azienda, avendo, quindi, a disposizione una quantità di casi pratici su cui poter lavorare e una grande quantità di aziende da visitare. Se poi i colleghi fanno anche attività di “ricerca” sulla materia la musica che si sente suonare è tutta un’altra musica. In tutto questo c’è la necessità di veicolare i contenuti in modo che vengano adeguatamente appresi. E qui c’è il mio attuale interesse per la materia. Non tanto, quindi, ” il formare” sui contenuti della sicurezza, ma il “come formare” ai contenuti della sicurezza, aggiungendoci anche tutta quella parte che riguarda il “comportamento” in ambito sicurezza. Non c’è nulla di strano, quindi. La stranezza è pensare che ciò che vale in termini di apprendimento e di comportamento per l’essere umano sia diverso quando si parla di sicurezza e quando si ha a che fare con altri ambiti della vita della persona.

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