C’è una panchina in fondo al parco

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C’è una panchina in fondo al parco.
Puoi fermarti a riposare.
È di legno consumato.
Puoi sederti e respirare.
Un vecchio salice fa ombra.
Accarezza le tue spalle, come tante dita delicate.
I pensieri si tuffano nel fiume.
Nuotano con un vecchio pesce.
Una lacrima scende lungo il viso.
La testa si flette.

C’è una panchina di legno consumato, in fondo al parco.
Ci puoi stare per un po’.
Puoi sederti fino a sentire le formiche ai piedi.
Camminano ordinate in fila indiana.
Portano i tuoi pensieri nella loro tana.
Una lacrima bagna la tua guancia.
Cade a terra e si muove una foglia.

C’è una panchina di legno consumato, in fondo al parco, all’ombra di un vecchio salice.
È ben nascosta e riparata.
Puoi stare lì il tempo che vuoi, se lo vuoi.

Puoi alzarti e camminare.
Puoi urlare, nel silenzio, in fondo al parco.
Puoi correre e danzare.

La panchina consumata è sempre là.
Sa accoglierti e lo sai.
Sa proteggerti se lo vuoi.

Si farà scomoda, la panchina consumata, in fondo al parco, all’ombra di un vecchio salice.
Lo sai.

 

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