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Tirare i remi i barca (ovvero prendere fiato e osservare)

C’è un tema che mi sta a cuore e di cui parlo spesso: il grit. Il grit è tradotto in italiano con grinta. La parola non rende però a pieno, a mio avviso,  il significato più profondo di grit. Perché è un insieme di più elementi: resistenza, passione, perseveranza, persistenza e resilienza. Il grit è ciò che permette di raggiungere obiettivi a lungo termine.

Il gri è tenere il timone a dritta e andare avanti, nonostante le difficoltà che si possono incontrare. Il grit segna la strada che si sta percorrendo attraverso piccoli e fitti passi.

E’ come dire “non mollare mai”.

E le persone “mollano”.

Il carro del vincitore (ovvero le tendenze umane nel lavoro di squadra)

Ogni tanto Facebook “dona” perle di saggezza. Si tratta di quelle frasi che sono scritte da chi, magari, non conosce teorie e modelli e che possiede la “scuola dell’esperienza”. Una scuola che determina un agire di buon senso e fa comprendere le questioni da un punto di vista molto pratico e che si concretizza con affermazioni di grande lucidità. La “scuola dell’esperienza”, magari, non determina sempre comportamenti funzionali ed efficaci.  Anche se può dare una visione nitida del sentire e del vedere delle persone in merito ad un argomento.
Di gruppi e di team se ne parla tanto (forse fin troppo). Di leadership se ne parla ancora di più.

Un passo indietro

Si dice che “nella vita non si torna indietro neanche per prendere la rincorsa” e, a volte, fare un passo indietro viene associato al tornare indietro.

Vero è che il tempo passato non torna.

E’ anche vero che per osservare le cose da un’altra prospettiva può essere utile fare un passo indietro.Perché fare un passo indietro può permettere di allargare la propria visione delle cose e vedere ciò che prima non si vedeva. E’ una questione di prospettiva. A volte, più vicini si è meno si vede.