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Scelta

I. Il filo tirato

C’era una volta una Scelta.

Se ne stava a penzoloni sopra un filo tirato. Era un filo di cui non conosceva la lunghezza. Scelta guardava indietro e non ne vedeva l’inizio, guardava in avanti e non ne vedeva la fine.

Quello che Scelta vedeva bene era il baratro che aveva sotto di sé e il cielo sconfinato sopra.

Scelta stava a penzoloni sopra il filo tirato perché non sapeva che altro fare. Aveva paura di cadere giù e il guardare in su le dava uno strano senso di vertigine.

Scelta, allora, non poteva fare altro che dondolarsi, a penzoloni, su quel filo.

“Non poteva fare altro? Scrivi sul serio questa cosa?” disse Becco Giallo, posando le zampe sopra la scrivania del Direttore di 78PAGINE.

“Era da un po’ che non ti facevi vivo”.

“Mi sono riposato, tra una visione e l’altra, e ora sono qui. Dov’è l’ultima orchidea che hai comperato?”

“È passata a miglior vita …”

“Lei sì non ha avuto scelta. Non è come Scelta. L’orchidea era appesa a un filo in questa stanza e forse lo sapeva …”

“Devo lavorare … deve uscire un nuovo numero di 78PAGINE!”

“… hai deciso tu per l’orchidea. L’hai messa in questa stanza e forse le mancava l’aria. Non direi la luce, quella no! L’aria, sì! Chissà, poi, se le hai dato troppa o poca acqua … Magari era già in cattiva salute quando l’hai comperata …

“Vola via! Non mi infastidire!”

“Perché? Il tratto del filo, quello in avanti, l’hai pian piano reciso e l’orchidea è scivolata nel baratro … non ti pare, Direttore?”

Numeri primi

Non adoro particolarmente i social, pur utilizzandoli … diciamo che, come tanti, ho un rapporto conflittuale con i social. Ne parlavo qualche tempo fa con un collega … a volte sembra una gara a chi è più bravo, a chi si inventa un nome nuovo per una cosa vecchia e così via … Se non li usi, però, rischi, in qualche modo, di non apparire o “scomparire” e che il tuo lavoro e i tuoi sforzi non sia conosciuti.
C’è chi sostiene che se non sei sui social non esisti …

Prima di essere riconosciuto devi essere conosciuto. Non si riconosce ciò che non si vede.

Per anni ho lavorato “sodo” e in ombra. E’ stato difficile aprire i social e ancora di più un sito internet. Ultimamente non riesco a scrivere molto, nel mio blog.

Ammiro e invidio chi ha molto da scrivere …

Il primo editoriale

Il primo editoriale è un’emozione. Quello scritto per “78PAGINE per il coaching, la formazione e la narrazione” ha un sapore speciale, perché è l’editoriale per una rivista desiderata, voluta e ideata …

“Eccomi qui!

Mi ritrovo a scrivere un editoriale, per una rivista che ho immaginato, desiderato e voluto. E’ strano, per me, farlo. Per anni ho pensato che il mio lavoro avrebbe riguardato la parola. Ho sognato ad occhi aperti, come spesso si fa da adolescenti. Ed io ero adolescente.

Poi sono cresciuta. Ho incontrano persone. Ho fatto esperienze. Ho iniziato a pensare che ciò che sognavo ad occhi aperti dovesse rimanere sogno, perché altro non poteva essere.

Allora, succede altro.

“Non ancora”, mentalità di crescita e prontezza interiore

balls-1786430Mi chiedo spesso che caratteristiche hanno le “persone brave”. Non le “brave persone”, bensì le “persone brave”: quelle che nel loro operare si dimostrano spesso “eccellenti”. Tanto che chi ha a che fare con loro dice “è bravo / brava davvero”.
E me lo chiedo perché, in ottica di sviluppo personale e della performance, se le competenze da apprendere, bene o male, sono sempre le stesse (con tante sfaccettature, magari) una volta conosciute, fatto un po’ di allenamento, non sembra (almeno teoricamente) così difficile metterle in pratica.